Capire il campo energetico · le ferite
Essere feriti fa parte della vita. Rico parla di una causa solo quando una ferita resta, perché sovraccarica il campo.
La pagina mostra ciò che lui vede nei campi. Non è un elenco in cui collocarti da solo.
Essere feriti è normale
Ogni giorno, in ogni persona, vengono ferite innumerevoli piccole parti del campo. Succede nel dialogo con gli altri così come da soli nel bosco, in montagna o sul lago. La maggior parte di queste piccole ferite il campo le rimette in ordine da sé.
«Essere feriti fa parte del nostro sviluppo. Non è niente di negativo.»
Rico Brunner
Ci sono però ferite che vanno oltre il quotidiano. Rico intende ferite che sovraccaricano un campo, perché in quel punto la pressione è più grande della forza. Restano, invece di rimettersi in ordine. Di campi davvero feriti parla solo quando una ferita resta per un periodo più lungo. Come funziona questo calcolo lo trovi in Perché l’impegno da solo non basta e in Pressione, forza e il margine.
Ferite evidenti e ferite poco appariscenti
Rico distingue due modi in cui nascono le ferite. Alcune le noti subito. Altre per molto tempo non le noti.
Evidenti
Una lite dopo la quale resti ferito. Un obiettivo che non raggiungi, e poi sei troppo severo con te stesso. Aspettative che non si realizzano. Di solito sai esattamente quale situazione è stata.
Poco appariscenti
Un conflitto che hai elaborato bene, eppure da qualche parte qualcosa non è del tutto a posto. È così poco che quasi non ci fai caso. Ferite così nascono spesso là dove le persone sono vicine, nei conflitti detti e non detti.
Secondo Rico quelle poco appariscenti sono più difficili da afferrare. Non arrivano con un botto. Alcune col tempo diventano più grandi, finché si sentono, e allora è difficile dire da dove vengano. Rico descrive la frase che le persone dicono spesso a questo punto: «non so perché non sto bene, in fondo va tutto bene». Fino a un certo punto anche ferite così sono normali.
Quanto possono essere diverse le ferite
Rico descrive ciò che vede con parole che in parte vengono dalla vita quotidiana. Anche nel quotidiano si parla di un cuore spezzato o di nervi che saltano. Non serve che tu conosca queste parole. Mostrano perché una causa si trova in un punto diverso in ogni persona e perché è così importante guardare con attenzione.
| Che cosa vede Rico | Come lo descrive |
|---|---|
| Rotto | Per una pressione troppo alta, quando una parte non può più cedere. Il punto non trasmette più informazione. |
| Sovradisteso | Il carico è così grande che una parte perde la sua forma. Spesso è lo stadio prima dello strappo. |
| Strappato | Più per trazione che per pressione: quando si deve tenere o sopportare qualcosa di troppo pesante. |
| Irrigidito | Dopo un sovraccarico o uno shock. A differenza di un blocco, di solito riguarda una zona più grande, che non si muove più. |
| Senza reazione | Per sfinimento o sovrastimolazione. La parte non svolge più il suo compito e occupa solo spazio. |
| Che interpreta male | L’informazione arriva, ma segue l’azione sbagliata, e in modo piuttosto casuale. |
| Collegato male | Collegato stabilmente nel modo sbagliato, come in una casa con l’impianto elettrico allacciato male: «Se accendo l’isola della cucina, parte la lavatrice.» Secondo Rico è raro. |
| Dissolto | Manca una parte, e un impulso va a vuoto. Difficile da riconoscere, «perché bisogna vedere dove manca qualcosa». |
| Manipolato | Costretto in una forma che non corrisponde al campo. A breve termine può portare qualcosa, a lungo termine blocca. |
| Con energia estranea | Come un cubetto a incastro che entra dappertutto e non si adatta da nessuna parte. Una piccola quota, dal tre al cinque per cento, secondo Rico è normale; molta crea dipendenza. |
| Forte da un solo lato | Forza e debolezza sono troppo distanti. Il campo può così perdere l’equilibrio. |
| In disordine | Niente è più dove dovrebbe essere. Sentimenti e pensieri si confondono. |
| Dinamica disturbata | I processi non sono più fluidi. Il campo reagisce più lentamente e con meno flessibilità. |
| Interazioni bloccate | Le parti non comunicano più bene tra loro. L’informazione arriva solo a frammenti. |
| Crescita fermata | Di solito un campo cresce di continuo, anche accanto a una parte bloccata, che può così cedere dei compiti. Qui questa crescita è ferma, e con essa un’importante capacità del campo. |
| Il proprio ordine è fermo | Di solito un campo rimette in ordine da sé le sue piccole ferite, secondo il proprio ritmo. Se questo si ferma, anche quelle piccole restano lì e intralciano le parti che funzionano. |
Colonna sinistra: i suoi termini; colonna destra: riassunta dalle sue parole. Nessuna corrispondenza con disturbi.
Una parola come «rotto» suona pesante. Rico le toglie espressamente questo peso.
«Ogni persona ha già avuto campi energetici rotti. Non è niente di grave; anche lì dipende da quale campo energetico è rotto, o da quanti campi energetici sono rotti insieme.»
Rico Brunner
E dice apertamente che il suo elenco non è completo. Nel suo lavoro, racconta, incontra sempre di nuovo collegamenti che non si aspettava e che vede solo perché analizza il campo.
«I campi energetici non si possono descrivere in modo esauriente con la nostra lingua, con le nostre parole, e quindi nemmeno le ferite, né le varianti delle ferite, né i loro effetti.»
Rico Brunner
Un campo compensa
Se una parte viene a mancare, altre si fanno carico del suo lavoro. Un campo energetico funziona come una squadra in cui manca qualcuno e gli altri lo sostituiscono. Spesso non sono singole parti, ma intere zone che insieme portano un compito non loro. Per questo le persone, nonostante le ferite, sono spesso molto resistenti. E per questo a lungo non se ne accorgono.
Per Rico questo subentrare è una delle capacità più importanti di un campo. Ha però un limite. Nel suo libro del 2003 scrive che un campo può fare da ponte a molte cose, ma che a lungo andare non è una condizione ideale e nel complesso pesa. Le parti che subentrano portano più del proprio lavoro.
Ne deriva qualcosa a cui Rico presta attenzione nel lavoro. In un campo ogni parte è collegata alle altre. Se una parte cambia, si sposta anche il lavoro delle altre che fino ad allora l’avevano sostituita. Se in una squadra quattro persone che mancavano tornano lo stesso giorno, è insolito per tutti. Per questo, come dice lui stesso, Rico lavora con cautela e a piccoli passi, non con quanto più possibile in una volta.
Dove si trova una ferita conta più del suo aspetto
Non ogni punto ferito ha un ruolo nella tua vita. Per questo Rico guarda prima dove si trova una ferita e che cosa influenza. Se si trova in un punto a cui sono collegate molte cose, conta. Se si trova in una zona che per la tua vita non è importante, quasi non te ne accorgi.
«E se dei campi energetici non influenzano niente di importante nella vita, allora si può anche lasciare quella ferita com’è.»
Rico Brunner
Per questo in un’analisi del campo energetico non compare ogni punto ferito. Si descrive ciò che conta adesso. Di più in Che cosa legge Rico nel tuo campo.
Una ferita è sempre nel presente
Molte persone chiedono se devono parlare del loro passato. Per Rico una ferita è sempre adesso, anche se è nata molto tempo fa.
«Questo significa che la ferita è sempre adesso. Il momento in cui è avvenuta può trovarsi nel passato.»
Rico Brunner
Per questo non lavora sul tuo passato, ma su ciò che oggi nel campo non funziona. Non devi raccontare nulla né rivivere nulla.
Non tutto ciò che è difficile è una ferita nel campo
A volte nella vita qualcosa non va più: un lavoro, una relazione, un luogo. Questo nessun campo lo mette in ordine. Rico lo dice apertamente, perché è più onesto che ricondurre tutto al campo energetico. E ciò che riguarda il corpo spetta a una medica o a un medico, come descrive la pagina Corpo, psiche e campo energetico.
Che cosa può significare per te
Se in questo momento molte cose sono difficili, può alleggerire sapere che essere feriti fa parte della vita e che un campo porta molto, ben prima che tu te ne accorga. Se le cose vanno bene e vuoi mantenerle così, la compensazione spiega perché un campo può essere resistente a lungo e perché fare da ponte a lungo andare costa comunque qualcosa. E se vuoi continuare a svilupparti, la frase di Rico vale nell’altra direzione: anche le ferite fanno parte dello sviluppo.
Domande frequenti
- Devo sapere che tipo di ferita ho?
- No. Ciò che c’è nel campo, Rico lo legge nel campo. La tabella qui sopra spiega quanto può essere diverso. Non è pensata perché tu ti collochi da solo.
- Devo parlare di ciò che mi è successo?
- No. Per Rico una ferita è nel presente. Lavora su ciò che oggi nel campo non funziona, non sulla tua storia.
- Rico lavora su ogni ferita che vede?
- No. Per lui sono importanti i punti che hanno un ruolo per tutto il campo. Una ferita che non influenza niente di importante può restare.
- Una ferita nel campo è qualcosa di fisico?
- No. Si intende un punto nel campo energetico, non nel corpo. Del corpo si occupa la medicina.
- «Rotto» o «dissolto» è qualcosa di grave?
- Non di per sé. Secondo Rico ogni persona ha già avuto punti rotti nel campo. Dipende da quale punto è e da quanto ne dipende.
Come proseguire
Come Rico trova un punto così lo spiega Come Rico trova e legge il tuo campo. Che cosa fa poi lo descrive Informazione, non energia.