Inizio · Ricerca

Da dove viene il mio sapere sui campi energetici

Come so ciò che racconto sui campi energetici? Non da un libro. Quando ho cominciato, non ce n’era nessuno che descrivesse i campi energetici come li vedevo io. Così ho guardato, per anni, e ho lavorato solo quando avevo capito ciò che vedevo.

Ricerca · il mio percorso

Spesso ho solo guardato i campi energetici per mesi, prima di lavorarci. Da queste osservazioni è nato tutto ciò che so oggi.

Come è andata, che cosa ho visto e dove mi sono sbagliato lo racconto qui.

circa 16anni, quando mi sono accorto che gli altri percepiscono in modo diverso
1998il mio studio a San Gallo
da 1 a 2 anniquasi solo percepito e quasi mai interpretato
decenniper i nessi più difficili
oltre 60.000sessioni dal 1998

La domanda che non mi lasciava

Avevo appena cominciato a lavorare con le persone, e mi si è presentata una domanda. Perché alcuni stanno bene e altri no, e a volte nella stessa situazione?

Due uomini si ribaltano con l’auto in autostrada. Entrambi restano fisicamente illesi. Uno dei due per anni non ritrova sé stesso. L’altro scende e trova tutto perfino emozionante. Questo esempio non è una prova, il secondo comunque va volentieri sulle montagne russe. Ma mostra che cosa cercavo: due persone vivono la stessa cosa nello stesso secondo, e per loro va avanti in modo completamente diverso.

«Ho costruito tutto il mio lavoro su questa domanda.»

Rico Brunner

La domanda non riguarda solo i periodi difficili. Sta anche nel perché qualcuno attraversa una fase burrascosa senza perdere il terreno sotto i piedi, e perché un altro continua a crescere proprio quando tutto è tranquillo. Con il tempo ho visto che a fare la differenza non sono né la situazione né il comportamento. Conta come il campo energetico riesce a reagire a una situazione.

Non c’erano libri, così ho guardato

Sui campi energetici, per come li osservo io, non c’era un sapere su cui potessi appoggiarmi. Dovevo lavorare con ciò che vedevo. Da giovane ho letto le opere complete di C. G. Jung. Mi hanno segnato meno le sue risposte che il suo modo di porre domande.

Non ho mai voluto diventare un ricercatore. Volevo capire perché alcune persone non stanno bene e su che cosa devo lavorare. Che stessi facendo ricerca me ne sono accorto solo anni dopo.

«Solo con gli anni mi sono accorto che facevo ricerca, perché fare ricerca non era importante per me. Per me era importante risolvere il problema.»

Rico Brunner

Ciò che mi ha spinto in tutti questi anni non era né curiosità né talento. Non volevo arrendermi prima di aver capito come le persone possono trarne qualcosa in modo duraturo.

Il giorno in cui è cominciata la mia ricerca

Una donna venne da me perché faceva fatica a porre dei limiti. Le spiegai esattamente che cosa succede nel campo energetico. Capì tutto. Tre, quattro settimane dopo era come prima.

Allora guardai con più attenzione. Vidi parti del suo campo energetico che giravano a vuoto non appena voleva cambiare qualcosa. Funzionavano come un motore in folle. Il sapere non arrivava affatto là dove serviva.

Quel giorno mi fu chiaro che i campi energetici che non funzionano contano molto più di quanto avessi pensato fino ad allora. Spiegare da solo allora non basta. Dovevo capire come funziona un campo energetico.

«E quello è stato in realtà il compleanno, o l’ora di nascita, della ricerca.»

Rico Brunner

Il mio percorso per tappe

circa 16verso i 201998dopoda 1 a 2 annidecenni2026oggialtri sentonoin modo diversola mia percezionediventa stabileil mio studioa San Galloniente più energiatrasferita, soloosservare90 per centopercepire,poco interpretarei nessipiù difficilicapitiil modelloMeccanica del campomesso per iscrittocontinuola ricercaOgni tappa è cominciata con un’osservazione che non corrispondeva a ciò che pensavo fino ad allora.
Il mio percorso di ricerca. Le tappe senza anno non si possono datare con precisione; si susseguono in quest’ordine.

Fino ai sedici anni circa consideravo normale la mia percezione. Poi mi sono accorto che molte persone percepiscono in modo diverso da me. Mi ha stupito. Per molto tempo non ne ho parlato, perché nel mio ambiente nessuno parlava di energie. Da giovane percepivo molto e interpretavo molto in modo sbagliato. La mia percezione è diventata stabile solo poco dopo i vent’anni. Allora vedevo in fretta dove si trovavano i problemi delle persone, e nel 1998 ho aperto il mio studio.

Allora lavoravo ancora come fanno molti: trasferivo energia. A un certo punto per me non era più giusto. Ma non sapevo ancora come fare altrimenti, e avevo cercato invano. Così dissi ai pochi clienti che avevo allora: potete continuare a venire, ma osservo soltanto il vostro campo energetico, finché non avrò scoperto come lavorare in un altro modo.

«E da questa decisione di non fare nulla, che è stata una delle migliori decisioni della mia vita, è nato in realtà tutto.»

Rico Brunner

Da quel momento ho lavorato su un punto solo dopo averlo capito. Alcuni nessi mi sono costati cento, duecento o trecento ore di osservazione, i più difficili oltre vent’anni.

Per molto tempo non l’ho messo per iscritto. Ho una memoria fotografica per i campi energetici, e la quantità di impressioni era più grande di quanto una persona possa annotare in un giorno. Un modello del mio lavoro è esistito quindi solo nel 2026, quando ho cominciato a descrivere la meccanica del campo energetico.

Ciò a cui ho dovuto rinunciare lungo la strada

Osservare significa anche congedarsi da qualcosa quando non è corretto. Quattro cose me le sono lasciate alle spalle lungo la strada.

1

Trasferire energia

Prima: un campo sembra debole, quindi do energia.

Per poco diventava davvero più forte. Ma non durava. Oggi non invio più energia, vedi Nessuna energia estranea.

2

Interpretare troppo presto

Prima: interpretare molto, osservare poco.

Questo portava spesso a interpretazioni sbagliate. Oggi è il contrario: quasi tutto è osservazione, le conclusioni sono solo una piccola parte. Maggiori informazioni in Come osservo.

3

Le mie conoscenze pregresse

Prima: vedere ciò che credevo già di sapere.

Ciò che avevo imparato sulle energie dovevo spegnerlo mentre osservavo. Altrimenti si adatta ciò che si vede alla propria filosofia.

4

Molto tutto in una volta

Prima: lavorare un giorno, poi osservare per 30 giorni.

Il campo energetico non riusciva a stare al passo. Oggi nell’accompagnamento a distanza lavoro ogni giorno un poco, il meno possibile e nel posto giusto. Come ci sono arrivato lo trovi in Che cosa ho osservato.

Un modello basato sull’esperienza, non un laboratorio

Ciò che vedo quasi nessuno lo può misurare. Non esiste un apparecchio, come per le ossa esiste la radiografia. Il mio strumento di misura è la mia percezione, e ha dovuto formarsi per decenni. Chi volesse verificare le mie osservazioni avrebbe bisogno di una percezione almeno altrettanto buona. Chi è scettico ha quindi tutte le ragioni di esserlo, e lo scetticismo lo trovo giusto.

Per questo chiamo la meccanica del campo energetico un modello basato sull’esperienza e non un modello scientifico. Ciò che ho scoperto lo verifico comunque di continuo, non una volta sola, ma di nuovo in ogni lavoro. Come funziona lo descrivo nella pagina Come osservo.

Che cosa trovi in questa sezione

Metodo

Come osservo

Osservare senza cambiare nulla, spegnere le conoscenze pregresse, aspettare che il film sia finito.

Continua a leggere

Scoperte

Che cosa ho osservato

Quale osservazione sta dietro quale principio del mio lavoro.

Continua a leggere

Aperto

Su che cosa faccio ricerca oggi

Il pulsante rosso e quello verde, e le domande a cui non ho ancora una risposta.

Continua a leggere

Persona

Chi sono

Da dove vengo, come è nato il mio studio e che cosa è importante per me.

Continua a leggere

Domande frequenti

Come sai che ciò che vedi è corretto?
Osservo un punto da molte direzioni. Solo quando il risultato si conferma sempre di nuovo, presumo di averlo capito. Dopo lo verifico di nuovo in ogni lavoro. Maggiori informazioni in Come osservo.
La meccanica del campo energetico è dimostrata scientificamente?
No. La meccanica del campo energetico è un modello basato sull’esperienza. Descrive ciò che ho osservato in quasi tre decenni, e non è stata verificata in un laboratorio.
Il tuo sapere viene dai libri?
No. Sui campi energetici, per come li osservo io, non c’erano libri. Il mio sapere viene dalle osservazioni. Ciò che avevo letto dovevo perfino metterlo da parte consapevolmente mentre osservavo.
Perché per così tanto tempo non hai scritto nulla?
Ho una memoria fotografica per i campi energetici. Le impressioni erano troppe per annotarle. Dal 2026 descrivo il modello nella sezione Meccanica del campo energetico.
Fai ancora ricerca?
Sì. Non credo che smetterò mai. Su cosa sto lavorando in questo momento lo trovi in Su che cosa faccio ricerca oggi.

Come proseguire

Come osservo e dove stanno le trappole lo trovi in Come osservo. Che cosa è diventato di queste osservazioni nel mio lavoro lo trovi nella sezione Come lavoro.

Sezione Ricerca · Versione 1.0 · 30.10.2026

Sito web